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Da dove proviene il simbolo degli anelli di fidanzamento? L’anello di fidanzamento ha una storia interessante. Nel corso del tempo infatti assunse nomi diversi, simbolizzò cose completamente diverse da oggi e non sempre è stato realizzato con metalli nobili e scintillanti pietre preziose.
Nella preistoria il primo anello di fidanzamento era una corda fatta con pezzi di erba e altri componenti vegetali che veniva legata attorno alle mani della donna e serviva per impedirle di scappare! Più tardi il maschio, quand’era sicuro che non se ne sarebbe andata, avrebbe slegato la donna, lasciandole però una piccola corda intorno ad un suo dito.

Schermata 10-2457319 alle 12.14.46Gli antichi greci sono considerati i pionieri della tradizione odierna di regalare un anello per il fidanzamento. Gli anelli, a quel tempo, venivano regalati come segno di simpatia e di considerazione. Spesso ciò succedeva prima delle nozze, cosicché l’anello, ai nostri occhi, assunse automaticamente il ruolo di anello di fidanzamento. Poiché gli anelli venivano regalati anche solo per pura simpatia, tale dono non significava automaticamente un fidanzamento seguito dalle nozze.

Gli antichi romani invece non erano contraddistinti da particolare romanticismo o emozionalità. Stando ad antichi racconti, usavano “anelli di fidanzamento” di ferro, ornati da piccole chiavi. Sul motivo della presenza delle chiavi sull’anello da regalare prima delle nozze esistono due diverse versioni: la versione romantica spiega che la chiave era considerata il simbolo della chiave del cuore del promesso sposo. La seconda versione, decisamente pragmatica, racconta che la chiave simbolizzava l’accesso e il diritto a metà delle proprietà dell’uomo. Non per caso quindi l’anello era di ferro, in quanto esso era, nell’antichità, simbolo della modestia, della parsimonia e della fedeltà.
Curioso pensare come si siano evolute le cose da allora…
Nel medioevo si usava dare come anello di fidanzamento un particolare tipo di anello con due pietre, tipicamente un diamante ed un rubino, a simboleggiare il proprio impegno affettivo e la passione; tuttavia questo tipo di anello era riservato solo ai più ricchi, mentre la maggioranza della popolazione poteva permettersi solamente una fede simile alle attuali fedine. La tradizione dell’anello di fidanzamento era stata ereditata dagli antichi romani. Le donne romane usavano portare quest’anello sul terzo dito della mano sinistra, tradizione a sua volta trasmessa dagli egizi i quali credevano all’esistenza della c.d. vena amoris, la vena dell’amore, la quale andava dal dito anulare direttamente al cuore.

Schermata 10-2457319 alle 12.18.38L’anello cominciò a essere molto apprezzato nel XV e nel XVI secolo. In questo periodo, la nobiltà e la classe benestante iniziarono a indossare anelli preziosi e a regalarli. Gli anelli destinati al fidanzamento furono ornati di uno o più diamanti e lavorati in modo più accurato. Il diamante era considerato la garanzia per l’armonia dopo le nozze e durante il matrimonio. L’indistruttibilità del diamante rappresenta l’indistruttibilità dell’amore tra i due partners, la sua trasparenza e brillantezza rappresentano la purezza eterna e la devozione.  Proprio perché questi anelli di fidanzamento erano di così grande valore, ci vollero ancora diversi secoli prima che questo genere di anello di fidanzamento si diffondesse anche nei ceti sociali meno abbienti, diventando un classico simbolo del fidanzamento. La prima apparizione nota di un solitario con diamante usato come anello di fidanzamento è datata 1477, quando l’arciduca Massimiliano d’Amburgo regalò a Maria di Borgogna proprio un anello di fidanzamento con un diamante.

Ma quand’è che il diamante è diventato così diffuso?

Dopo l’India, paese in cui sono stati rinvenuti i diamanti per la prima volta, si scoprirono nuovi giacimenti in Brasile e successivamente in Sud Africa. E proprio da qui fecero la comparsa sul mercato mondiale i diamanti della famiglia De Beers che arrivò a controllare e gestire la maggior parte del mercato. Ma nella prima parte del 1900 due eventi mandano in crisi le vendite di solitari con diamante, prima si ebbe, infatti, la grande depressione, poi la seconda guerra mondiale che, tra le altre cose, rese impossibile l’utilizzo di platino nei solitari (il platino infatti venne dichiarato al tempo come metallo strategico per la guerra e il suo utilizzo fu momentaneamente confinato solo all’ambito militare).

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Fu nel 1974 che la De Beers, commissionò una campagna pubblicitaria che divenne ben presto una delle più lunghe, famose e vincenti campagne pubblicitarie di sempre facendo leva sulla connessione tra il diamante e l’amore romantico con lo slogan ”un diamante è per sempre” che fu coniato da Frances Gerety, un copywriter dell’agenzia pubblicitaria scelta dalla De Beers. Grazie a questa campagna pubblicitaria, che utilizzò tutti i media presenti all’epoca, dai giornali alla tv, passando per radio e cartelloni pubblicitari, il mercato americano dei diamanti risorse, trainando anche tutti gli altri mercati mondiali. Vi fu una sorta di normalizzazione dell’idea  che un uomo avrebbe dovuto spendere circa 2/3 mesi del proprio stipendio  (se non di più) per fare questo tipo di regalo alla propria amata. Ricordatevi che la parola diamante deriva dall’antico termine greco ‘adamas’ che significa ”corretto” , ”inalterabile” , ”indistruttibile”, ”selvaggio” e continua ai giorni nostri ad essere simbolo di amore eterno, di virtù e di passione amorosa.

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Nella scelta dell’anello quello che mai si dovrebbe fare è compromettere la qualità: è meglio piuttosto orientarsi su una dimensione più contenuta, ma non si può risparmiare sulla bontà della pietra. Per questo è importante scegliere un marchio che garantisca uno standard qualitativo minimo piuttosto alto che potrà consigliarvi il vostro gioielliere di fiducia.

Se non avete ancora scelto il rito del vostro matrimonio, seguiteci nel prossimo articolo.

Alessandra Carbonari

Rubrica Galateo del Matrimonio per Sonia Galassi